TESTIMONIANZA DI ANTONELLA DI NAPOLI

Ho incontrato Gisella a Giugno di quest’anno, accompagnata da una cara amica in un periodo particolarmente doloroso della mia vita. Alla sofferenza per la morte di mio padre si era aggiunto quello che mi aveva riservato la malattia: un carcinoma di alto grado alla vescica. L’intervento fatto al Monaldi di Napoli qualche mese prima si era rivelato inutile perché risolto nella semplice biopsia di una massa che andava invece rimossa dopo ben tre mesi ancorata ad un catetere ed una iniziale cistoscopia che aveva già preannunciato il tumore che si era formato. Quando mi sono raccontata a Gisella mi sentivo come in una voragine dalla quale sapevo che sarebbe stato difficile uscire, soprattutto dopo avere sperimentato l’indifferenza che certi medici trasmettono ai pazienti proprio nelle loro fasi più critiche, sfuggendo vigliaccamente e senza un minimo di sensibilità, incapaci come sono di intervenire su problematiche particolarmente complesse come la mia. Mentre mi ascoltava notai che il volto di Gisella si contraeva e capii che era preoccupata per quello che mi stava minacciando …… ” Io so quello che hai ….” disse. L’esame istologico di qualche giorno dopo confermò pienamente le sue parole che ne annunciavano tutta la gravità. Durante il colloquio con Gisella alla preoccupazione fece però seguito subito dopo la speranza mentre mi indicava il nome di un medico urologo di fama internazionale al quale avrebbe potuto affidarmi se io avessi voluto. “Lo voglio “, risposi, sentivo che attraverso di lei mi parlava Maria, ed era consolante umanamente vedere con quanta sollecitudine stava entrando nella mia difficile situazione, esponendosi per me come nessuno aveva fatto. Gisella si sintonizza con le nostre sofferenze, e le accoglie con l’amore di una vera Apostola di Maria, partecipe dei nostri Calvari con Gesù. Quel magnifico medico col quale entrai in contatto dopo avermi incontrata guardò tutte le mie carte, mi incoraggiò ad affrontare la malattia prospettando le possibili soluzioni e dopo nemmeno un mese mi organizzò per incontrare il primario che avrebbe poi rimosso quel maledetto carcinoma insieme agli organi in cui si era infiltrato, preservando così la mia vita. Un mese di ospedale a Bergamo mi ha restituito con le cure tutta la fiducia che avevo ormai perso nei confronti dei medici e del personale sanitario. Operata il 5 di agosto, giorno della Madonna, accompagnata dalle preghiere di Gisella e di quanti il Signore mi ha donato di incontrare nella sua speciale figliolanza. Grazie Maria, Grazie Gisella. Antonella

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