Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 3 maggio 2026
Amati figli,
grazie per essere qui uniti nella preghiera e per aver piegato le vostre ginocchia.
Figli amatissimi, vorrei istruirvi sull’avvertimento: ecco che è su di voi. Non preoccupatevi, dovrete farvi trovare pronti affinché non restiate turbati. Sappiate che la vostra preghiera non basterà; confessatevi spesso ma soprattutto dovrete fare penitenza che è la cosa più importante ed io vi darò la forza per poter aiutare anche i vostri fratelli in quei momenti.
Figli miei, sarà un meraviglioso atto di misericordia di Dio.
Figli amati, non siate indifferenti ma piegate le ginocchia e riconoscete mio Figlio come Dio. Figli amati, non è solo la Fede che potrà salvarvi ma anche la preghiera nelle vostre case. Preparate altarini, candele benedette e acqua benedetta, affinché siate sempre protetti. In particolare, Io dico a chi ha dentro casa un marito o un figlio che non crede. Io prego il Padre mio per voi e per le vostre intenzioni. Voi preoccupatevi di parlare di Dio a chi non lo conosce, affinché un giorno possa avere la luce ed essere protetto per l’evento importante, che è l’avvertimento.
Ora vi benedico uno per uno con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Riflessione sul messaggio:
La Madonna, in questi dieci anni di apparizioni, ha parlato dell’avvertimento più di 40 volte, proprio a volerne sottolineare l’estrema importanza; vuole prepararci e salvarci, affinché nessuno venga colto di sorpresa e finisca nelle mani di Satana.
La Mamma celeste ci ha fornito una descrizione dettagliata di ciò che accadrà e soprattutto, come ha fatto nel messaggio odierno, ci ha dato le indicazioni per prepararci ad affrontarlo: poco prima dell’avvertimento le stelle si fonderanno, formando una grande croce rossa nel cielo; il cielo stesso diventerà rosso fuoco, sentiremo un boato molto forte, tutto si fermerà e verremo messi in uno stato di estasi che durerà 15 minuti: allora vedremo passare davanti ai nostri occhi i peccati commessi, prenderemo coscienza del male fatto e cercheremo Dio. Questa sarà la nostra ultima possibilità di salvezza, dovremo decidere da che parte stare: con Dio o con Satana. Per prepararci a questo evento, di cui solo la Madonna conosce il giorno e l’ora già stabiliti da Dio, dovremo confessarci spesso (anni fa la Santa Vergine ci consigliò una confessione a settimana), ricevere l’Eucarestia, pregare tanto, specie il Rosario quotidiano e fare penitenza, cioè digiunare, rinunciare a qualche piacere o comodità, fare preghiera di adorazione, aiutare una persona bisognosa, offrire un gesto di perdono. Non facciamoci trovare impreparati, inginocchiamoci già da ora e sottomettiamoci solo a Dio, troncando ogni legame con le cose materiali e focalizzando la nostra attenzione sulle armonie celesti. C’è un elemento di novità in questo messaggio: la Madonna ci chiede, per la prima volta, di farci portavoce di queste istruzioni e di parlare di Dio a chi ancora non lo conosce, affinché tutti possano prepararsi a questo evento. Usiamo diligentemente tutti i mezzi a nostra disposizione per fare ciò.

 

Messaggio di Gesù a Gisella del 5 maggio 2026

Fratelli,
vi ho insegnato a non lamentarvi se quel sorso è aceto e fiele che è dato non soltanto alle labbra ma spesso al cuore, che chiede di amare e riceve infinite offese.
Ricordalo che il tuo Gesù di questa più vera mistura amarissima ne ha avuto saturo il Cuore. Vi ho insegnato chi invocare nelle ore in cui il dolore viene a voi e vi pare che tutti, anche Dio, vi abbiano abbandonato.
Io ero, per necessità di Redenzione, realmente abbandonato dal Padre, ma l’ho ugualmente invocato. Così bisogna fare, o figli, nelle ore di prova e di dolore. Se anche Dio vi pare lontano, chiamatelo lo stesso in soccorso. Date a Lui sempre filiale amore, Egli vi darà i suoi doni. Potranno non essere quelli che invocavate, saranno altri a voi ancora più utili.
Fidatevi del Signore e Padre vostro, Egli vi ama e provvede a voi.
Credete questo sempre, Dio premia chi crede nella sua Bontà.
Ma prima di pronunciare l’ultima parola, in cui era unita, al dolore angoscioso di quella morte, la gioia d’avervi conquistato la Vita, ho pronunciato la frase: “Padre, nelle tue mani raccomando il mio Spirito “.
Lo Spirito del Cristo non aveva bisogno di divina pietà. Era lo Spirito divino e innocente del Figlio, del Padre e dell’Immacolata.
Ma Io vi ho voluto insegnare che una sola cosa è preziosa nella vita e preziosa oltre la vita: lo spirito. Esso deve avere tutte le vostre cure durante l’esistenza e nell’ora della morte. Tutto quanto possedete sulla Terra è cosa che muore con la carne. Nulla vi segue nell’altra vita. Ma lo spirito resta, ma lo spirito vi precede ed è esso che si presenta al Giudice e riceve la prima sentenza. Vi benedico.
Il vostro Maestro.

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Riflessione sul messaggio:
Gesù si è presentato nuovamente in veste di Maestro, per lenire le sofferenze del nostro cuore, quel senso di solitudine e di abbandono che sperimentiamo nei momenti difficili della vita, quando vorremmo un po’ d’amore e invece riceviamo solo offese.
Cosa dobbiamo fare quando il dolore bussa alle porte del nostro cuore, quando siamo disperati, quando non riusciamo a non piangere per tutto quello che ci accade? Dobbiamo IMITARLO, fare ciò che ha fatto Lui sulla Croce: invocare Dio Padre, mostrargli il nostro amore di figli, la nostra fiducia incondizionata, nella consapevolezza che da Padre buono, quale Egli è, saprà darci ciò che è buono ed utile per noi, che può anche non corrispondere a ciò che noi chiediamo e crediamo ci sia di ausilio.
Gesù ci insegna, infine, che l’unica cosa che conta è il nostro spirito, quel soffio divino che esiste ancora prima della nostra nascita e che continuerà ad esistere anche quando saremo morti nel corpo. Sarà il nostro spirito a presentarsi davanti a Dio, con tutto il fardello di opere buone e di peccati commessi, per essere giudicato.
Il silenzio che Gesù mi ha imposto sia motivo di riflessione per tutti, perché ciò che sta chiedendo è che le nostre attenzioni siano rivolte solo a Lui e al Padre e che ciascuno curi di più la propria anima.

Messaggio di Gesù a Gisella dell’11 maggio 2026

Fratelli miei,
siate meno increduli e superbi. Abbassate la vostra testa orgogliosa e permettete così al vostro spirito di salire. Dio, vedendo che credete in Lui, umilmente vi concederà il miracolo della trasformazione del vostro cuore, pieno di cose umane, in quella di un cuore che la Fede riconsacra. Non abbiate mai paura di chi vi è Padre. Amatelo e beneditelo sempre, perché Egli vi ama di un amore infinito, il quale tutto compatisce e perdona, solo che veda in voi la retta intenzione. Ma è questa che vi manca. Le vostre azioni portano alla inettitudine. Quanto vorrei vedere anime che vivono per la gloria di Dio senza preoccupazione di stima umana!
È per questo che a volte non ascolto le vostre parole, rendendovi, con uguale misura, ciò che voi fate a Me col non ascoltare le mie parole.
E finché rimarrete la generazione perversa che siete, nemica di Dio e dello spirito e amica della carne e del sangue, non godrete della vera pace: vera, non illusoria.
Vi avevo detto tutto e fatto dire dalla Santa Madre mia, dai miei servi a cui era svelato il futuro. Ma voi negate il miracolo, voi negate la rivelazione, voi negate Dio.
Vi benedico tutti affinché lo Spirito entri in voi e resti ora e sempre. Vi chiedo ancora: cambiate.
Il vostro Gesù.

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Riflessione sul messaggio:
Gesù ci manifesta tutto il suo dolore e tutta la sua delusione, perché nonostante le apparizioni della sua Mamma, nonostante i suoi continui insegnamenti ricevuti nelle ultime settimane, siamo ancora bloccati nel nostro orgoglio, siamo ancora schiavi della carne (come dice san Paolo nella lettera ai Galati, cap. 5, 19-26, che vi invito a rileggere), siamo più propensi a cercare la gloria umana piuttosto che quella di Dio.
Ecco perché le cose nella nostra vita e nelle nostre famiglie vanno male, perché manca la PACE, quella vera che solo Lui può donarci.
Se Gesù non ascolta le nostre parole, probabilmente è perché noi non ascoltiamo e non mettiamo in pratica la sua Parola.
Questo messaggio risuona come un ultimo appello: è urgente cambiare.

 

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