TESTIMONIANZA DI FRANCO DI TERNI

Sant’Agostino diceva a coloro che non credevano e con cui da Vescovo continuamente si confrontava: “ Noi davanti ai nostri occhi abbiamo i fatti non i discorsi”. Questa frase, che mi preme richiamare, vuole essere uno stimolo introduttivo a ciò che testimonierò con questa mia breve comunicazione scritta. Per vari motivi, non previsti né calcolati, un po’ di tempo fa, circa tre anni, siamo venuti a sapere ciò che di grande sta accadendo a Trevignano Romano, qualcosa di straordinario e di non costruito né pensato dagli uomini. Un avvenimento di Grazia soprannaturale in questi tempi, dove certe logiche mondane tentano di reprimere e deridere ogni sano anelito religioso legato alla nostra grande tradizione cristiana. All’inizio è stato come una curiosità a muoverci verso questa esperienza quasi per sentito dire poi con il tempo si è approfondita, quando con gli amici Anna e Alberto Castellani che la conoscevano bene e meglio di noi per frequentazione diretta, abbiamo avuto modo di parlarne e di scoprirne ampiamente i tratti reali di sostanza percependo che si trattava di una novità di vita voluta dalla Madonna che come strumento ha scelto Gisella per comunicare a noi la infinita benevolenza di Dio, senza tacerne i lati più drammatici e critici riguardanti il tempo che stiamo attraversando. Una esperienza lenta ma sicura direbbe un grande della storia moderna. Con il tempo è cresciuta la stima per questo luogo e per ciò che di reale sta donando a tanta gente assetata di verità e di fede. Saltando altre riflessioni vengo al dunque come si dice. Mia figlia Agnese un anno fa si è sposata con Luca, un bel matrimonio benedetto dal Signore e nell’obbedienza alla Madre Chiesa. Noi genitori quasi istintivamente abbiamo sentito l’urgenza di farlo presente ad Anna ed Alberto e di chiedere attraverso loro la benedizione per gli sposi a Gisella nella forma della mediazione per un autorevolezza ricevuta come carisma e non come atto volontario sulla linea di un manierismo parareligioso vuoto e insignificante. Premetto che collocando nel tempo il tutto ci trovavamo al 12 luglio del 2020, data del matrimonio celebrato a Terni nella Chiesa del Sacro Cuore, e che a Gisella la notizia fu recapitata dai nostri amici molto prima che nostra figlia si sposasse. I nostri amici, obbedendo alla sollecitazione, raccolsero benevolmente il nostro desiderio con l’eventualità di poterlo soddisfare e avvenne, tanto che poco dopo Gisella fu informata e nel ricevere la loro comunicazione, esordì nel dire con una spontaneità disarmante, così come tempo dopo mi fu riferito da Anna, questa frase “Si sposeranno e avranno subito un figlio”. Il matrimonio poi fu celebrato secondo i tempi previsti coronato da una bella festa e da un bel viaggio di nozze. Devo dire che Anna insieme ad Alberto non fecero con noi parola del dialogo che ebbero con Gisella e noi non fummo nemmeno invogliati a chiedere sapendo che senza ombra di dubbio avrebbero accontentato i nostri desideri. Nel frattempo che il viaggio di nozze andava a conclusione, nostra figlia Agnese ci comunica la grande notizia di aver fatto il test di gravidanza e di averne riscontrato la positività. Passarono un po’ di settimane e visto che le cose prendevano il verso giusto anche se con qualche notevole difficoltà fisiologica, sentimmo il bisogno di comunicarlo ai nostri amici che con stupore da parte nostra e queste sono le parole di Anna “ma noi lo sapevamo già” ciò a dire Gisella ce lo aveva detto, ma non ci siamo sentiti di anticiparlo perché in questi casi visto che non siamo nel campo della magia la discrezione e il silenzio è d’obbligo. Fu uno scambio appassionato di conferme e sorprese, di gratitudine e di intensa partecipazione al mistero di Dio che si serve di poveri uomini e donne (vedi Gisella) per confermare e rinnovare la vita del suo popolo nella prospettiva ultima della salvezza. Avvertimmo proprio una predilezione del Signore verso questa piccola famigliola nascente che poi tangibilmente si è confermata con la nascita di nostra nipote Anna nel 21 aprile di quest’anno.

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